Quando nasci al centro storico di Sassari, ti porti dietro sapori, profumi, rumori, voci, tradizioni e tutto ciò che rappresenta il cuore pulsante di una città, dei suoi abitanti e di ciò che rappresenta. Il sono nato il Largo del Vaglio a pochissimi metri di distanza dal cuore della nostra città , quella Piazza Quadrato Frasso nota ai più come “Patiu di lu Diaùru” ( piazzetta del diavolo ), dove si racconta che abitasse il Boia, colui che effettuava le esecuzioni .
Ricordo ancora il profumo del sugo la domenica mattina, preparato da mia nonna materna con le finestre della cucina che si affacciavano su vicolo delle canne, una via stretta parallela all’ingresso principale che era via Turritana, una delle vie più antiche della nostra città che portava proprio davanti al Duomo. Noi lo potevamo ammirare in tutta la sua maestosità dalle finestre della sala, per poter poi scendere in piena sicurezza e giocare nella piazza adiacente.
O come non parlare del mercato in piazza Tola, dove le voci dei commercianti risuonavano e potevano essere sentite a decine di metri di distanza e forse anche più. con il loro invito “colorito”, ad acquistare i prodotti adagiati sul loro banco.
Tutti ricordi indelebili, che rimarranno per sempre nelle nostre menti.
Ma questa prima parte del racconto si è resa necessaria, perché capita sempre più spesso, di sentir parlare di centro storico da chi non ha sulla pelle e dentro di sé ciò che vi ho appena descritto.
Sento e leggo ovunque analisi e disquisizioni sul centro storico, che è certamente abbandonato, certamente lasciato nelle mani di chi non ne è innamorato e non ne conosce gli angoli più nascosti e affascinanti oltre a non conoscerne il battito del suo cuore. Un cuore che riprende a pulsare forte in prossimità di eventi che per fortuna, vengono tramandati nei secoli, grazie al lavoro dei Gremi e di coloro che tengono vive le tradizioni
Ma. Tutto questo non basta per riportare cittadini, imprenditori, turisti dentro la nostra città. Non bastano gli eventi organizzati a macchia di leopardo e in maniera estemporanea. Serve progettualità, serve organizzazione, visione ma soprattutto servono idee e serve conoscere quello che i cittadini chiedono.
Parliamo di servizi che servono agli abitanti del centro storico, per non sentirsi abbandonati, per non sentirsi soli, ma al contrario per sentirsi parte integrante di una comunità che deve essere viva, offrendo tutto ciò che è necessario.
Ammiro il coraggio di quegli imprenditori, che andrò certamente a trovare, che hanno deciso di scommettere su un progetto a lungo termine nel centro storico di Sassari. Vanno aiutati con tutti gli strumenti necessari, affinché possano avere la possibilità di poter operare in piena serenità, sicurezza e libertà.
Ma progettualità significa anche lavorare sulla domanda e sull’offerta, su quella sinergia tra pubblico e privato, necessaria perché quegli strumenti accennati in precedenza possano essere utilizzati nel migliore dei modi. Invertendo la tendenza, che vede l’abbandono lento e inesorabile dei nostri affascinanti vicoli che meritano di essere vissuti e respirati.
Ma soprattutto serve un’operazione chiara e decisa da parte di tutte le istituzioni per riportare legalità e sicurezza in tutto il centro storico, eradicando tutte le situazioni nelle quali la malavita ha avuto modo di imporre il proprio modello, decisamente contrario al nostro.
